sabato 22 novembre 2008

Cosa vuol dire Nutriente e Alimento

CONCETTO DI NUTRIENTE E DI ALIMENTO

Vengono chiamati genericamente nutrienti o sostanze nutritive i materiali, di diverso tipo, che gli organismi viventi devono assumere periodicamente per mantenere le proprie funzioni vitali. Le funzioni dei nutrienti necessari a un organismo vivente sono molto diverse: fornire l’energia necessaria per produrre lavoro e calore, provvedere i materiali utili per mantenere e riparare le strutture organiche, e anche garantire e regolare l’equilibrio tra le diverse componenti liquide e solide che formano l’organismo.
Ogni essere vivente presenta caratteristiche particolari riguardo al tipo e alla quantità di nutrienti di cui necessita; per questo motivo non si possono generalizzare le necessità nutritive degli organismi viventi. è invece possibile indicare una differenza importante per quanto riguarda il fabbisogno nutritivo degli organismi vegetali e di quelli animali. Generalmente, gli organismi vegetali si nutrono esclusivamente di sostanze inorganiche, cioè di una materia che non fa necessariamente parte di altri organismi e che contiene acqua ed elettroliti, elementi chimici semplici che si caratterizzano in quanto si dissociano in particelle elettricamente cariche quando si sciolgono in mezzi acquosi. Gli organismi animali, invece, oltre che delle sostanze inorganiche citate, hanno bisogno di materiali organici, cioè di molecole chimicamente più complesse, che si trovano soltanto in altri organismi, sia viventi che in decomposizione, e che comprendono i cosiddetti principi immediati: idrati di carbonio, lipidi e proteine.
L’assunzione di materie organiche è indispensabile per mantenere la struttura e il funzionamento di tutti gli organismi. I vegetali, a differenza degli animali, hanno la capacità di fotosintesi, sono cioè capaci di trasformare sostanze inorganiche in organiche, utilizzando l’energia proveniente dalle radiazioni solari. Gli organismi animali invece, non avendo la capacità di fotosintesi, devono assumere direttamente dall’ambiente esterno non soltanto i materiali inorganici, ma anche la maggior parte delle sostanze organiche.
Ogni essere vivente è biologicamente predisposto per acquisire i tipi di sostanze nutritive di cui ha necessità. In questo senso, la differenza più evidente è quella che si riscontra tra gli organismi inferiori, che comprendono i vegetali e i microrganismi, e le specie animali superiori tra le quali si annovera l’essere umano. Gli organismi inferiori assumono passivamente i materiali nutrivi dall’ambiente esterno, sia attraverso i tegumenti che mediante le loro radici; pertanto, essi possono svilupparsi soltanto quando si stabiliscono in ambienti in cui sono direttamente a contatto con le sostanze nutritive di cui necessitano. Gli animali superiori, invece, che si caratterizzano per una grande autonomia di spostamento, non hanno questi limiti e possono procurarsi in modo molto diverso i materiali nutritivi di cui hanno bisogno, che sono presenti in natura nei composti che prendono il nome di alimenti.
Gli alimenti possono essere definiti come prodotti naturali o trasformati che, oltre ai materiali strettamente nutritivi, contengono diverse sostanze e proprietà particolari che definiscono alcune loro caratteristiche, quali l’aspetto fisico, la struttura, l’odore e il sapore, e anche i materiali non assorbibili che prendono il nome di fibre.
Le differenze esistenti tra il concetto di sostanza nutritiva e di alimento non sono sottili; è perciò opportuno approfondire questo punto. In primo luogo, come risulta dalle due definizioni, i materiali
nutritivi sono sostanze che un essere vivente deve assumere necessariamente per mantenere le proprie funzioni vitali; gli alimenti, invece, comprendono sia le sostanze nutritive sia i materiali che le contengono, i quali non sono necessariamente nutritivi. In secondo luogo, solo gli organismi animali superiori, in termini stretti, sono capaci di procurarsi e di assumere alimenti invece di utilizzare esclusivamente materiali nutritivi, facendo intervenire in questa ricerca elementi diversi quali la sensazione di fame, l’aspetto, il sapore e l’odore degli alimenti o, nel caso dell’uomo, le preferenze individuali oppure le norme dettate dalla cultura culinaria di una determinata area geografica.

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