Il processo di trasformazione dell’amido comincia già durante la cottura degli alimenti, di modo che, quando essi vengono ingeriti, parte dell’amido è già stata trasformata in destrina.
I disaccaridi cominciano a essere digeriti direttamente nell’intestino tenue, per l’azione di enzimi che vengono prodotti dalla mucosa intestinale e che, nell’insieme, ricevono il nome di disaccaridasi. Esistono tre tipi di disaccaridasi: la maltasi, che scinde il maltosio in due molecole di glucosio; la saccarasi, che scinde il saccarosio in una molecola di glucosio e una di fruttosio; la lattasi, che scinde il lattosio in una molecola di glucosio e in una di galattosio. Il succo digestivo contiene concentrazioni di maltasi doppie rispetto a quelle di saccarasi e, a loro volta, quelle di saccarasi sono il doppio rispetto a quelle di lattasi. Per questo motivo, la digestione del maltosio è più rapida di quella del saccarosio e ancor più veloce di quella del lattosio.
Il ruolo del lattosio è molto importante durante i primi mesi di vita, quando il latte materno o altri latti adattati costituiscono l’alimento esclusivo. Con il passare del tempo l’attività della lattasi diminuisce e contemporaneamente il latte viene parzialmente sostituito da altri alimenti. In alcuni individui, questi cambiamenti nella dieta hanno luogo in modo così radicale che da adulti essi hanno difficoltà a digerire il latte.
I monosaccaridi che si producono dopo la scissione dei disaccaridi, come i monosaccaridi assunti con gli alimenti, non vengono attaccati dagli enzimi digestivi ma sono assorbiti direttamente nell’intestino tenue, attraverso diversi meccanismi di trasporto.
Dopo essere stati assorbiti, tutti i monosaccaridi passano rapidamente nel circolo sanguigno; quello maggiormente concentrato è il glucosio, che rappresenta il prodotto finale più comune della digestione dei carboidrati.
La cellulosa, che è concentrata nelle strutture più dure e legnose dei vegetali, viene ridotta in particelle più piccole soprattutto grazie alla masticazione e all’attività muscolare delle pareti del tubo digerente. Le fibre vegetali non vengono però attaccate dagli enzimi digestivi e quindi non danno luogo a prodotti assorbibili. Ma quando esse, ormai sotto forma di materiale fecale, raggiungono l’intestino crasso, vengono attaccate e idrolizzate parzialmente dai batteri della flora intestinale dando origine alla formazione di gas. I prodotti risultanti da questo processo di parziale digestione non vengono comunque assorbiti, se non in minima parte.
sabato 29 novembre 2008
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